Sicurezza e aeroporti: quando ci si imbarca direttamente in una farsa
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In pochi gesti scopriamo come una scatoletta di anacardi di una nota marca tedesca dimostri che tutte le norme a cui ci sottoponiamo con infinita pazienza come passeggeri negli aeroporti europei hanno meno a che vedere con la sicurezza che con la compulsione consumistica di duty free & co.
Tutti in fila per cosa?Aeroporto di Budapest, Ungheria, stato membro dell'Unione. Domenica 8 marzo 2009. Chi scrive queste linee, dopo aver passato come d'abitudine i controlli verso la zona di imbarco e aver riconquistato le proprie cose sparpagliate in giro, viene catapultato dal flusso delle persone in mezzo a negozi e negozietti di ogni genere, con apparentemente tutto quello che si possa desiderare. E comprare. Il nostro malcapitato giornalista, attirato da una fila di scatolette di arachidi e noci varie, decide di comprarne una di anacardi -tra l'altro i miei preferiti. Ma orrore e sgomento, come in effetti si intuiva fin dall'inizio, una volta sollevata l'apertura con l'anellino, ecco una lama di metallo affilata come uno scalpello. Un gesto rapido e preciso, e facilmente ci immaginiamo attentate le giugulari di passeggeri, hostess, steward e piloti, senza che nessuno possa accorgersene o fare granché, dal momento che la nostra affilata lama cilindrica può nascondersi facilmente nell'incavo di una mano. E attenzione, questi sono prodotti messi in vendita da una prestigiosa marca tedesca, Pittjes, specializzata nello scatolame di frutta secca e di snack da borsetta, di facile reperibilità in molti aeroporti europei. D'un tratto ci viene difficile non domandarci il senso delle complesse -e spesso moleste- procedure pre-imbarco.
Un business che bisogna mantenere in vitaA partire da quando l'Irlanda inventò, nel 1946, il concetto di negozio duty free negli aeroporti internazionali, il modello si estese in tutto il mondo, generando un consumo importante, che ha beneficiato storicamente chi poteva permettersi il lusso di un viaggio aereo assieme alle compagnie pubbliche che gestivano questi negozi. A partire dal 1999, parallelamente alla privatizzazione dei duty free, sul territorio dell'Unione queste compravendite privilegiate sono state eliminate per i voli inter-comunitari, ossia per la stragrande maggioranza dei passeggeri in transito in Europa. Tutto ciò ha coinciso con misure di sicurezza più severe, con lo scopo dichiarato di ridurre e prevenire incidenti e atti terroristici a bordo degli areomobili. Delle misure che pertanto hanno, come risultato più concreto, obbligato i passeggeri ad aumentare i loro acquisti nei negozi e nelle aree prima dell'imbarco.
(Photos: Alejandro Márquez Lago / Flickr - http://www.flickr.com/photos/21746221@N06/ et Eudebate2009.eu)
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Comments
e la farse che, in epoca schengen ci siano ancora duty free... sarebbero dovuti scomparire ma in realtà sono rimasti, per lo shopping compulsivo pre volo e per tutto quello che viene requisito al controllo passaporti.
Dopo che il tribunale britannico ha dimostrato che i terroristi erano solo presunti e che con la fantomatica bottiglietta avrebbero potuto costruire un'aranciata annacquata e non una bomba... cosa aspettano i solerti parlamentari ad abolire la norma sui liquidi?
je suis daccord!!
c clair et net les amis!
la vie change chaque seconde ouiiiii:)
parfois faut faire attention
et pourquoi ne pas refaire ca une fois encore
faut surtout respecter ses idees
seulement ceux qui vivent ca peuvent savoir combien c difficile
lavenir est prometteur dans ce domaine
une idee parmis autres
c pas si difficile que ca non?!!